Manzoni e la “benedetta professione dello scrivere”

…e con un bel “doodle” realizzato in occasione del compleanno di don Lisander ricominciamo il nostro aggiornamento al blog di classe “Epea”.

Parole! Che titolo indovinato per il blog  dedicato agli approfondimenti delle nostre ore di lettere in classe. Le parole sono state tanto amate e cercate da Manzoni non già per essere uno scrittore di successo (e lo fu, fra l’altro in modo estremamente nuovo!) ma per aiutare tutti a muoversi con sincerità e profondità nei meandri della vita (forse per questo è così ben scelta la foglia d’acanto per il doodle?). E trovare le parole giuste per dare voce a tutti i suoi personaggi è stato per lui una ricerca “faticosa” come ci ricorda lui stesso in una lettera all’amico Francesco Cassi (12/1/1829)

La troppo cortese indulgenza con che Ella s’è compiaciuta parlarmi delle povere cose mie non m’ impedirà d’accennarle almeno come, in quello che finora ho avuto la sorte di leggere della sua “Farsalia”, io abbia ammirato la pellegrinità e la naturalezza, l’efficacia e la temperanza dello stile, il verseggiar dolce insieme e risoluto; e di dirle che questi ed altri pregi, gli ho ammirati col sentimento particolare di chi, affaticandosi intorno a questa benedetta professione dello scrivere, argomenta la fatica dell’ottenerli; anzi col sentimento più particolare di chi sa, per esperienza propria, come alla più vogliosa e perseverante fatica sieno troppo spesso negati.

Aiutandoci con le risorse online (consultate in parte insieme nel laboratorio informatico del liceo) abbiamo dedicato alcune ore di ottobre all’approfondimento tematico di alcuni aspetti di Manzoni, uomo e scrittore.

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